Il negozio è morto, ma tu ancora non lo sai

Qualche settimana fa mi è capitato di sfogliare un vecchio album che, sinceramente, non credevo nemmeno più di avere.

Mi ha provocato una piacevole sensazione di felicità mista a nostalgia rivedere le foto della mia infanzia, dei parenti e delle feste trascorse in famiglia.

Questo fino a quando mi sono imbattuto in una istantanea di me poco più che adolescente con i miei amici dell’epoca.

Non ti nascondo che in quel momento l’emozione prevalente è stata la sorpresa.

Ma come cavolo mi vestivo a quell’età?

Ora, tralasciando tutti i discorsi sulla moda, quella foto è stata la chiave che ha aperto una cassaforte di ricordi che avevo seppellito sotto 10 metri di terra.

Tantissimi flash si sono susseguiti nella mia mente, ma uno in particolare mi è rimasto impresso.

Sabato pomeriggio, io e i miei compagni di classe, appena usciti da scuola, organizziamo la serata, ma prima ancora di decidere cosa fare, la tappa obbligatoria era un negozio di abbigliamento in pieno centro, il più famoso in quel periodo, dove spendere qualche decina di migliaia di lire nelle magliette/camicie più ricercate del momento.

Ricordo che entrare lì dentro era qualcosa di simile a varcare le soglie del paradiso: vetrine superdecorate con gli ultimi arrivi in bella mostra, i marchi italiani e stranieri che vedevamo indossati dai nostri idoli del cinema e della musica e soprattutto, per chi come noi aveva l’unica fonte di denaro nella paghetta dei genitori, tanti capi di abbigliamento che ci facevano fare una gran bella figura a prezzo conveniente.

Ieri, eccitato dalla scarica di adrenalina generata da quei ricordi, ho deciso di tornare in centro e vedere che fine ha fatto quel negozio che tanto aveva fatto sognare me e i miei amici durante l’adolescenza.

Arrivo sul posto ma… di fronte a me c’è una salumeria!?!

Che fine ha fatto il mio negozio di abbigliamento preferito?

Incuriosito chiedo a qualcuno della zona di raccontarmi cos’è successo, ed ecco che mi viene svelata la triste verità: il negozio ha chiuso già da molti anni, ma la cosa che mi ha sorpreso di più è stato scoprire che altri 5 punti vendita di abbigliamento si sono aperti lì uno dopo l’altro e tutti, alla scadenza precisa dei due anni, hanno chiuso.

Se qualcuno mi avesse detto che in pochissimo tempo quel fantastico negozio sarebbe entrato in una crisi così profonda da arrivare a dichiarare fallimento, sicuramente gli avrei consigliato di fare una visita molto approfondita da un bravo psichiatra perché non tutte le rotelle del cervello gli stavano funzionando a dovere.

Oggi, a ripensarci, avrei dovuto fare delle scuse a quel qualcuno, perché alla fine è accaduto proprio ciò che aveva profetizzato.

Questo mi ha portato a fare una riflessione e cercare delle risposte a due domande che da un po’ di tempo mi frullano nella testa:

Ma perché sempre più negozi di abbigliamento chiudono?

Per quale motivo sono costretti ad abbassare la saracinesca nonostante fino a qualche tempo prima andavano forte?

Se facessi un giro per il Paese ad interrogare tutti gli imprenditori del settore fashion retail, sono sicuro che sentirei da tutti le stesse identiche parole: i negozi chiudono per colpa della crisi!

E ad avvalorare questa tesi ci sarebbero anche i numeri, che testimoniano come dal 2007 (anno di inizio della crisi) ad oggi, sono oltre 120.000 i negozi del fashion retail che hanno cessato l’attività.

Mah…non so…

Una risposta del genere mi sembra troppo semplice, già sentita, preconfezionata, come se fossero gli stessi negozianti i primi a non sapere il reale motivo per il quale le loro aziende falliscono e quindi gli fa comodo trovare conforto e riparo nel nemico comune individuato da tutti: la crisi!!!

Così, insoddisfatto dalle prime risposte che mi ero dato, ho approfondito la situazione arrivando finalmente a trovare la vera causa che sta portando alla massiccia chiusura dei negozi del mondo fashion retail.

Non si tratta della crisi, ma di una vera e propria rivoluzione in atto: quella dei consumi, della modalità di acquisto dei consumatori, della distribuzione e quindi del mercato, che però ancora molti imprenditori non riescono a vedere e a capire.

Figurati poi se riescono a trovare soluzioni in grado di rimettere in piedi la situazione.

Anche chi non è esperto di economia sa che quando si verifica un aumento della domanda c’è una conseguente crescita dell’offerta che, a sua volta, fa incrementare il numero di aziende e concorrenti in grado di soddisfare quella domanda tramite la loro offerta.

Questa è la situazione attuale del mercato del fashion retail

I continui cambiamenti che stanno interessando il settore negli ultimi tempi hanno portato ad un aumento incontrollato della concorrenza, come già accaduto anni fa con la nascita dei primi centri commerciali e degli outlet.

Di tutte queste situazioni, chi ne ha pagato le maggiori conseguenze sono stati proprio i negozi tradizionali come quello in cui passavo i miei sabato pomeriggio da adolescente.

Pensaci un attimo: se ci fosse la crisi così come te la descrivono in TV e sui giornali, con la gente che perde il lavoro, che non riesce ad arrivare alla fine del mese a causa delle tasse sempre più alte che li sommergono a fronte di stipendi sempre più bassi, sarebbe difficile immaginare la loro testa concentrata su cose molto più importanti che comprare un capo di abbigliamento all’ultimo grido e vestirsi alla moda?

Sicuramente no.

Allora, stando davvero così le cose, diventerebbe giusto parlare di crisi che ammazza i negozi tradizionali, perché se le persone non spendessero più sarebbe impossibile guadagnare per qualsiasi attività commerciale e continuare a restare aperti rappresenterebbe solo una spesa inutile.

La realtà, invece, è completamente un’altra.

La gente continua a spendere come e più di prima, solo che negli ultimi tempi ha semplicemente spostato il suo denaro dai negozi tradizionali verso quello che, attualmente, è il suo concorrente più forte: il commercio online.

Anche qui, a dimostrarlo, ci sono i numeri.

Il settore del commercio online è l’unico che negli ultimi 10 anni ha registrato una crescita del 75%, qualcosa che non si è mai visto prima!

Ma cos’è che ha determinato questo clamoroso successo?

La capacità di assecondare le necessità del pubblico, che sono molto cambiate rispetto a qualche anno fa.

Oggi chi compra non lo fa più solo per soddisfare un bisogno, ma per vivere un’esperienza di acquisto unica, che riescono ad offrire solo gli e-commerce e i marketplace.

I siti di vendita online, rispetto ai negozi tradizionali, sono più attenti a prestare servizi in grado di seguire i mutamenti di gusto e desiderio degli utenti.

Infatti, il commercio online viene preferito rispetto a quello tradizionale per tre motivi principali:

  1. comodità, non c’è più bisogno di uscire di casa, entrare nel negozio, provare i capi e mettersi in fila alla cassa per acquistare, ma basta il PC o lo smartphone per fare il proprio ordine a qualsiasi ora e in qualsiasi posto, pagare e attendere in tutta tranquillità di ricevere la spedizione
  2. maggiore scelta, perché online si possono trovare molti capi non più (o non ancora) presenti nel negozio sotto casa
  3. risparmio, dato che gli e-commerce e marketplace possono applicare le offerte che vogliono essendo “liberi” dai vincoli di legge ai quali sono sottoposti i normali negozi per quanto riguarda gli sconti e le promozioni

Ora che ti ho mostrato la causa per la quale sempre più negozi del fashion retail chiudono, proverei la brutta sensazione di aver fatto metà del mio dovere se non ti mostrassi anche la soluzione che eviterà il fallimento del tuo negozio, salvando anche il sabato pomeriggio di tanti ragazzi 😛

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Come accade sempre per ogni trasformazione, la cosa più improduttiva da fare è mettersi di traverso e fare di tutto per evitare che questa avvenga.

Lo stesso discorso vale per le evoluzioni in atto nel mondo del fashion retail.

Opporsi avrebbe lo stesso valore di un harakiri che condannerebbe a morte certa il tuo negozio, per questo motivo l’unica cosa sensata che puoi fare è adattarti al cambiamento e sfruttarlo a tuo vantaggio.

Se il presente (e soprattutto il futuro) del mercato del fashion retail è il commercio online, vuol dire che al più presto devi aprire le porte della tua azienda all’e-commerce e ai marketplace.

Anche perché la maggior parte dei tuoi concorrenti sicuramente l’ha già fatto!

Vendere online ti permetterà di ottenere ciò di cui hai più bisogno in questo momento:

  • un numero sempre crescente di potenziali clienti, che non saranno più solo quelli della zona in cui ti trovi, perché avrai la possibilità di raggiungere persone in qualsiasi parte del mondo
  • maggiore visibilità, per far si che la tua azienda non venga riconosciuta solo a livello locale, ma possa avere un ritorno d’immagine e popolarità anche su utenti di altre nazioni
  • un canale di vendita alternativo, soprattutto adesso che il tuo negozio sta crollando a picco e tu rischi seriamente di chiudere in breve tempo.

Stai fremendo per cominciare subito a vendere online?

Sono davvero contento per te perché so di averti mostrato la strada giusta per rendere il tuo business più ricco e produttivo.

Tuttavia, anche se non vorrei passare per il guastafeste di turno, ci tengo a farti una raccomandazione.

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Sicuramente, come tutti i bambini, hai prima montato le due rotelline, poi sei passato ad una, poi le hai tolte e sei stato guidato dal tuo papà finché non hai imparato ad andare da solo.

Vendere online è come iniziare ad andare in bici: se vai da solo senza l’aiuto di nessuno il rischio di cadere e farti male è davvero grande.

Ma mentre in bici al massimo puoi sbucciarti le ginocchia, con l’e-commerce e i marketplace rischi di bruciarti quei pochi euro che ancora ti sono rimasti in tasca.

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In questo modo riuscirai a diminuire le giacenze di magazzino, azzerare il rischio di invenduto ed aumentare i guadagni senza dover più ricorrere al sell-out e agli sconti.

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P.S.: peccato che il negozio di abbigliamento della mia adolescenza non abbia conosciuto in tempo MagicStore 🙂

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