I Marketplace ai tempi del Coronavirus

Sono ormai passate tre settimane da quando il Coronavirus è arrivato nel nostro Paese.

Ad oggi sono migliaia i casi certi e, anche se il Governo ha attuato una politica che mira a ridurre in maniera drastica il rischio di contagio, pare difficile capire effettivamente quando tutto potrà tornare alla normalità.

Quello che però è certo è che dalla fine di Febbraio si è assistito ad una progressiva diminuzione del numero di persone propense ad uscire di casa per farsi una passeggiata, dare un’occhiata alle vetrine, entrare in negozio ed acquistare.

Una reazione comprensibile, dettata dalla volontà di salvaguardare quanto più possibile la propria salute evitando di frequentare luoghi affollati dove si è costretti a stare a contatto diretto con tanta gente.

Da qui, la decisione di limitare in maniera importante le uscite, attenendosi solo a quelle strettamente necessarie (lavoro, spesa, cure mediche).

Una decisione che se da un lato aiuterà certamente il nostro Paese ad uscire quanto prima da questa situazione, dall’altro ha purtroppo delle ripercussioni negative sulla salute delle nostre attività retail.

Anche se in misura minore per quelle aziende che hanno anche negozi online.

L’ultimo Decreto del Governo ha portato alla chiusura di bar, ristoranti, palestre, centri benessere e negozi di abbigliamento, calzature, intimo, accessori e sport.

Ma, di fatto, è come se queste attività fossero state obbligate alla chiusura già da tempo.

Perché, la quasi totale assenza di persone che entravano nel punto vendita nell’ultimo periodo, ha azzerato praticamente ogni possibilità di vendere e guadagnare per loro.

Una situazione che pone i negozianti di fronte alla prospettiva di non essersi garantiti nemmeno un minimo di fatturato e ritrovarsi, nonostante la chiusura, a dover pagare comunque tasse, stipendi dei dipendenti, fornitori, a cui aggiungere un magazzino pieno di merce che rischia di non essere venduta.

Insomma, dalla padella alla brace.

Così, mentre tante aziende fashion retail vivono nel dubbio di quale sarà il futuro che le attende, sia nel breve che nel lungo periodo, c’è chi, in questo momento, continua a svolgere la sua attività accusando meglio il colpo.

Come se nessun rischio di epidemia o di contagio mettesse completamente in pericolo il proprio volume d’affari, con i suoi utilizzatori che ogni giorno concludono decine di transazioni, ottenendo guadagni davvero importanti. 

Sto parlando delle piattaforme marketplace che, mai come in quest’ultimo mese, in Italia hanno registrato numeri di vendita pazzeschi.

Ti porto su tutti l’esempio di Amazon che, già prima dell’arrivo del Coronavirus, era la piattaforma più utilizzata in Italia, ma che, con il propagarsi del rischio contagio, ha esteso il suo raggio d’azione andando ad occupare il posto dei negozi fisici tra i canali di acquisto preferiti dalle persone che non possono muoversi da casa.

Non a caso, secondo quanto riferisce Repubblica, negli ultimi 21 giorni, la piattaforma ha registrato un picco di vendite con un +18% rispetto alle tre settimane precedenti, piazzando nella Top20 dei prodotti più acquistati ben 5 articoli appartenenti al settore fashion retail.

Ora, non so se tu stai già utilizzando i marketplace come strumento per aumentare il volume d’affari della tua azienda.

Se la risposta è no, alla luce di quanto ti ho mostrato finora, credo sia giunto il momento di considerare la possibilità di utilizzare Amazon o altre piattaforme specifiche per il fashion retail (come Miinto, Italist o Giglio) per permettere alla tua azienda di fronteggiare oggi la diminuzione dei clienti nel negozio fisico.

E domani avere a disposizione un secondo punto vendita con cui moltiplicare in maniera esponenziale il tuo fatturato.

Questo perché, forse non lo sai, ma i marketplace sono soliti fare grossi investimenti nel marketing in modo da generare e godere di un traffico continuo di potenziali clienti sulla propria piattaforma.

Un traffico del quale puoi beneficiare anche tu per arrivare direttamente a quelle persone che, con il solo negozio fisico, non potresti mai raggiungere.

Così facendo dai visibilità internazionale alla tua azienda e allarghi il pubblico di riferimento aumentando le possibilità di vendere i tuoi prodotti.

Non solo quelli che già hanno mercato, ma anche le giacenze di magazzino, proprio quelle che, a causa del Coronavirus e della chiusura del tuo negozio, rischi di vedersi trasformare in merce invenduta che, di norma, saresti costretto a piazzare solo con stock o in sell-out.

Ma che invece, grazie ai marketplace, puoi vendere a prezzo pieno incrementando così il tuo fatturato in maniera davvero importante.

Ecco perché ciò che ti suggerisco in questo momento è di sfruttare il periodo di “riposo forzato” della tua attività per approfondire la conoscenza di queste piattaforme, scoprire come funzionano e capire in che modo puoi utilizzarle anche tu per raggiungere i più alti obiettivi di business.

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